Parco Nazionale della Majella
Sant'Eufemia a Majella. Subito dopo il paese. A sinistra una stradina bianca va verso montagne coperte di neve. Nuvole si intrecciano con le cime alte e poi si lanciano attraverso un cielo infinito. Lascio la macchina. Tanta è la gioia di quel giorno magnifico di primavera che all'inizio corro come una bambina in un campo di margherite. Poi un timore reverenziale mi prende e cammino sempre più piano. Cammino, abbassandomi ogni tanto per toccare l'erba, la roccia, la corteccia degli alberi, annusando l'aria, annusando la terra bagnata lunga la riva di piccoli ruscelli di acqua cristallina. Mi siedo per terra, roccia dura contro la schiena. Non esisto più. Tutto il mio essere è diventato solo la percezione della maestosità davanti, del miracolo della natura tutt'intorno. Gli uccelli cantano un inno alla primavera, che è anche la mia. Un rapace caccia lungo una cresta di roccia. Un cane abbaia dall'altra parte della valle...